Dal 19 novembre 2025 il filtro anti-spoofing di Agcom è entrato nella sua fase decisiva: dopo i numeri fissi, ora sotto controllo ci sono anche i numeri mobili italiani usati come CLI per chiamate che in realtà partono da centrali VoIP o da call center esteri.
Per i call center e per chi fa outbound telefonico in Italia, questo non è un dettaglio normativo: è un cambio di scenario che può bloccare da un giorno all’altro intere campagne. Allo stesso tempo, però, è anche l’occasione per costruire una strategia più solida basata su numerazioni fisse proprietarie e su strumenti in grado di proteggerne la reputazione, come MyCallerID.
In questo articolo vediamo:
- cosa fa davvero il nuovo filtro anti-spoofing sui numeri mobili;
- perché molti CLI mobili da centrale VoIP stanno già venendo bloccati;
- perché sono aumentate le chiamate da numeri esteri verso cellulari italiani;
- cosa succederà con i sistemi di autenticazione del numero (tipo STIR) dal 2026;
- come impostare da subito una soluzione concreta basata su numerazioni fisse e MyCallerID.
1. Perché è nato il filtro anti-spoofing e a chi colpisce davvero
Lo spoofing è la pratica con cui chi effettua una chiamata maschera il numero reale che genera il traffico e ne mostra un altro sul display della persona chiamata. È la tecnica usata da anni da molti call center esteri e da chi fa frodi per fingersi:
- banca o istituto finanziario;
- ente pubblico o fornitore di servizi;
- azienda italiana apparentemente “vicina” al cliente.
Per contrastare questo fenomeno, Agcom ha disegnato un piano in due fasi:
- Prima fase (estate 2025): filtraggio delle chiamate dall’estero che usano numeri fissi italiani falsi o non richiamabili come CLI.
- Seconda fase (dal 19 novembre 2025): estensione del filtro alle chiamate che si presentano con numeri mobili italiani incoerenti rispetto alla reale origine del traffico.
L’obiettivo è chiaro: bloccare alla fonte le chiamate che fingono di essere italiane, ma partono in realtà da reti o piattaforme estere.
2. Cosa fa il nuovo filtro sui numeri mobili dal 19 novembre
Il nuovo filtro anti-spoofing sui numeri mobili lavora su due livelli:
- Verifica tecnica del numero mobile: il numero usato come CLI deve essere reale, esistente, correttamente assegnato a un utente e attivo.
- Coerenza tra CLI e rete di origine: il sistema deve capire se quel numero mobile è:
- davvero registrato in rete (o in roaming) come SIM attiva;
- coerente con la rete dalla quale parte la chiamata;
- non utilizzato in modo anomalo da una centrale VoIP che “spara” chiamate massivamente.
In pratica, tutto ciò che assomiglia a “uso creativo” del numero mobile come CLI da piattaforme VoIP viene visto con sospetto. E quando il dubbio è alto, la scelta è semplice: la chiamata viene bloccata prima che il telefono del cliente squilli.
3. Perché molti call center stanno già vedendo blocchi sui CLI mobili da VoIP
Sulla carta, la delibera non vieta a priori qualsiasi utilizzo di CLI mobili da parte di piattaforme VoIP. Nella pratica, però, diversi operatori – per cautelarsi – hanno iniziato a:
- bloccare in modo preventivo tutte le chiamate con CLI mobile che non risultino chiaramente originate da una SIM mobile reale;
- applicare filtri molto aggressivi al traffico proveniente da IP esteri o infrastrutture VoIP che presentano numeri mobili italiani in uscita;
- sperimentare controlli aggiuntivi che, in alcuni casi, introducono ritardi di diversi secondi nell’instaurazione di chiamata.
Per chi fa outbound da centrale VoIP utilizzando CLI mobili (anche se formalmente “propri”), questo significa una cosa sola: la continuità del servizio non è più garantita. Oggi le chiamate passano, domani – con un giro di vite – potrebbero non passare più.
4. Effetto collaterale: esplosione delle chiamate da numeri esteri
Un effetto paradossale del filtro anti-spoofing è l’aumento delle chiamate da numeri esteri veri verso cellulari italiani. Succede perché:
- chi non può più “fingere” un numero italiano continua a fare telemarketing o truffe utilizzando prefissi esteri reali;
- molti call center spostano le campagne su numerazioni straniere, meno controllate ma anche molto meno efficaci sui clienti italiani.
Dal punto di vista dell’utente, vedere un +44, +34 o +373 rende più facile riconoscere la chiamata indesiderata. Dal punto di vista di chi lavora correttamente, invece, significa dover competere con:
- una cattiva reputazione generale del canale telefonico;
- una quota di clienti che non risponderà mai a numeri esteri, anche se il tuo call center è serio e autorizzato.
5. Cosa succederà nel 2026: verso l’autenticazione “forte” del numero (stile STIR)
Quello che vediamo oggi è solo l’inizio. Il passo successivo, già discusso nei tavoli tecnici, è introdurre anche in Italia meccanismi simili a STIR/SHAKEN, cioè sistemi che:
- permettono all’operatore che possiede la numerazione di “firmare” la chiamata come autentica;
- rendono possibile distinguere tra numeri legittimi e verificati e numeri non autenticati o sospetti;
- per i numeri mobili, verificheranno sempre più spesso che il numero in uscita sia realmente associato a una SIM in rete o in roaming legittimo.
In altre parole, entro i prossimi mesi/anni ci muoveremo verso un mondo in cui il numero mostrato sul display dovrà essere credibile, verificabile e tecnicamente coerente. Tutto ciò che assomiglia a uno spoofing “creativo” verrà prima o poi tagliato fuori.
6. Come impostare una strategia di outbound sostenibile: il ruolo dei numeri fissi proprietari
Se sei responsabile di un call center o di un team commerciale che vive di telefonate, la domanda chiave non è “che cosa ha deciso Agcom?”, ma:
Come strutturo oggi le mie numerazioni per continuare a lavorare domani?
Guardando lo scenario regolatorio e tecnico, sta emergendo una strada più solida delle altre:
- usare in modo prevalente numerazioni fisse proprietarie, assegnate correttamente e richiamabili;
- configurare queste numerazioni in modo trasparente, in linea con il ROC e con i contratti con gli operatori;
- gestire il traffico in uscita in modo controllato e misurabile (volumi, orari, campagne);
- monitorare nel tempo la reputazione di ogni numero e intervenire prima che una numerazione venga percepita come spam.
I numeri fissi:
- sono pienamente compatibili con il filtro anti-spoofing, se correttamente assegnati;
- possono essere meglio contestualizzati a livello locale (prefisso di zona, sede aziendale, ecc.);
- non soffrono delle stesse complessità tecniche dei mobili (roaming, SIM, ecc.).
Il vero tema, però, è come gestirli senza bruciarli.
7. Perché MyCallerID è una parte della soluzione (non solo un “optional”)
In questo contesto MyCallerID non è semplicemente un accessorio, ma un tassello centrale di una strategia di outbound moderna:
- lavora su numeri fissi proprietari, che sono la classe di numerazioni oggi più “accettata” e stabile rispetto ai filtri anti-spoofing;
- permette di avere un controllo centralizzato sui CLI utilizzati dal call center;
- aggiunge un livello di quality check sulle numerazioni, monitorando:
- andamento del tasso di risposta per numero;
- pattern di utilizzo (quante chiamate, con che frequenza, in quali orari);
- segnali di rischio che possono anticipare problemi di reputazione.
- consente di ottimizzare le performance delle campagne, perché un numero fisso “sano” e riconoscibile lavorerà sempre meglio di un prefisso estero sconosciuto.
In pratica, MyCallerID ti mette nelle condizioni di:
- non inseguire soluzioni “borderline” (CLI mobili da VoIP, numeri esotici, ecc.);
- investire su una base di numerazioni fisse solide e tue;
- ridurre il rischio di finire in spam e allo stesso tempo aumentare il tasso di risposta rispetto alle chiamate da numeri esteri.
8. Checklist pratica per capire se sei a rischio (e come intervenire)
Per capire se il filtro anti-spoofing e le evoluzioni dei prossimi mesi possono mettere in crisi il tuo outbound, prova a rispondere a queste domande:
- Quanta parte delle tue chiamate esce oggi con CLI mobile da centrale VoIP?
- Quanta parte esce da numeri fissi italiani di tua proprietà correttamente registrati?
- Stai già notando cali anomali di tasso di risposta su alcune numerazioni?
- Hai ricevuto segnalazioni di clienti che vedono il tuo numero come “spam” o “sospetto”?
- Hai una dashboard che ti permette di monitorare numero per numero performance e comportamenti di chiamata?
Se a più di una di queste domande la risposta è “non lo so” o “no”, è il momento di intervenire:
- ridisegna la tua strategia di CLI, spostando il baricentro su numeri fissi proprietari;
- centralizza il controllo delle numerazioni invece di lasciare che ogni campagna faccia storia a sé;
- introduci una piattaforma come MyCallerID per tenere sotto controllo reputazione, qualità del traffico e risultati.
Il filtro anti-spoofing non è un fulmine a ciel sereno: è il segnale che il tempo delle numerazioni “usa e getta” e delle scorciatoie tecniche è finito. Chi inizierà ora a costruire una base di numeri fissi proprietari, ben gestiti e protetti da strumenti come MyCallerID, non solo sarà in regola, ma potrà continuare a usare il telefono come un vero vantaggio competitivo, mentre altri si ritroveranno con le linee improvvisamente mute.



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